Say my name, tre parole di branding

Say my name, il branding in tre parole

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Branding e Breaking Bad, non così lontani

Chiudo aprile mescolando cose mie, il branding e il narco traffico. Beh, direi quantomeno un martedì diverso.

La gente che dice il mio nome mi piace, questo un po’ da sempre. Il mio è uno di quelli semplici, non ce ne sono tantissimi in circolazione. Ha brevità, non come quei nomi “scostumati” come può essere che ne so, Massimiliano cit. Troisi, poi è palindromo e mi piace molto questa cosa.

Mi era piaciuto anche Walter White, fermo e potente nel suo “say my name”.

Sì, ma che significa affermare il proprio nome? Un nome? Un brand?

Quando arriva il proprio nome tra tanti, quando emerge il proprio brand e non un altro qualunque del mercato significa che il posizionamento ha fatto il suo lavoro e si è fatto largo nella mente di chi deve fare una scelta, che sia valutare, acquistare, consigliare. Significa aver fatto centro, il branding fatto bene porta proprio lì.

Say My Name: Il Potere di un Brand Inequivocabile

Così con in mente quella scena epica di Breaking Bad oggi parlo di riconoscibilità, di posizionamento – vedi link nel commento.

Ci sono brand che non devono spiegarsi, ma che, nel momento in cui vengono nominati, scatenano un’immagine, un’emozione, un’idea precisa. Il nome dice tutto, il nome è la sintesi di un duro lavoro di pensiero, analisi e creazione.

Sì, adesso è dove ti dico “Just Do It”, e so che non devo spiegarti di chi sto parlando. Sì, un esempio di scuola ma preciso quindi ci sta. Come ci sta che se cito “ti mette le aaliii”, “se non ti lecchi le dita …” sai già dove stiamo andando a parare. Ok, allora rimaniamo lì per un altro po’.

Walter White sta lì fermo e stabile sui suoi piedi e non negozia il suo status. Non spiega perché è il migliore, gli altri sono costretti a riconoscerlo. La sua è una identità chiara, se l’è costruita così del resto, per questo non ha bisogno di storie campate per aria per convincere, si fa riconoscere per ciò che è e basta.

Ora, forse non tutti i brand vivono in mercati complessi come il narco traffico di Albuquerque ma molti hanno bisogno della lezione di “say my name”.

Perché? Perché il potere di un nome, di un’identità chiara e riconoscibile, è tutto.

Il branding non è gridare più forte. Non è spiegare e rispiegare cosa fai, perché lo fai, e sperare che la gente ti capisca. Il branding è creare uno spazio mentale in cui, quando si pensa a una cosa, il tuo nome appare senza bisogno di sovrastrutture e le sinapsi se ne vanno in brodo di giuggiole. Il branding è occupare quel posticino nella mente e scriverci il tuo nome sopra per sempre.

Il mercato non premia chi urla più forte, ma chi ha costruito un posizionamento inequivocabile, distintivo e memorabile.

Le domande da porsi:

  • Il mio brand è abbastanza chiaro da imporsi nella mente delle persone senza troppe spiegazioni?
  • Comunico in modo che il mio pubblico riconosca spontaneamente il mio valore?

Una verità semplice sul branding

Se devi ancora spiegarti troppo, il tuo brand non è chiaro. Se il tuo pubblico si chiede “ok, ma cosa fa esattamente?”, c’è qualcosa che non sta funzionando.

Torno agli esempi facili.

Nike? Azione e sfida. Apple? Innovazione ed esclusività. Coca-Cola? Felicità e condivisione.

➡OK, sin qui chiaro. Allora come si fa? Si fa con chiarezza, coerenza, costanza.

  • Chiarezza: se il tuo brand è tutto per tutti, non è niente per nessuno. Trova il tuo focus e fanne la tua leva fino a renderlo inconfondibile sul mercato. Per trovare il tuo focus serve studiare la marca da tutti i punti di vista, e no, il logo non basta.
  • Coerenza: se il tuo tono di voce, la tua identità visiva e il tuo messaggio cambiano di continuo, nessuno si ricorderà di te. Non funziona così: per il corporate siamo più “saggio”, sui social siamo più il “ribelle”. Non funziona, sorry.
  • Costanza: i brand forti non hanno lasciato buchi nella loro comunicazione, il loro messaggio non si perde né si diluisce nel mare magnum delle marche. Se pensi di averlo detto abbastanza, dillo ancora e anche meglio. Capito?

➡Il punto non è gridare “guardami!”, oppure “prendi me, scegli me, ama me” anche se per qualcuno può aver funzionato ma il pezzo su Grey’s Anatomy lo faccio una altra volta.

Oggi ricordati solo SAY MY NAME.

Alla prossima.

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